Palazzi storici

Il Castello

Castello di AirolaEdificato nel periodo longobardo, il castello di Airola occupa con le sue antiche mura la sommità della collina di Monteoliveto. La superficie fortificata è costituita da quel che resta del castello e da due cinte murarie che, seguendo un andamento concentrico intervallato da piccole torri (oggi ancora visibili sul lato sud), delimita­no la parte più alta della collina. L'elemento architettonico più significativo è l'in­gresso del castello esso è, posto nel lato nord-est, ed ancora oggi conserva quasi intatte le strutture originali. L'ingresso è caratterizzato da un bel portale in pietra sul quale è ancora visibile lo stemma gentilizio Carafa - Della Leonessa e dalla struttu­ra del sistema di chiusura del ponte levatoio. Il castello fu quasi certamente dimora  del primo feudatario di Airola, Rainulfo I Così come il primo signore, dimorarono nel castello anche gli altri feudatari che si avvicendarono nel governo del feudo di Airola. Nel 1277, nel castello di Airola soggiornò per tre giorni il re di Napoli Carlo I d'Angiò. Nel 1460, durante la guerra dei Baroni, il condottiero Alfonso D'Avalos, inviato da Ferrante l d'Angiò per reprimere la ribellione di Alfonso Della Leonessa, assediò ed espugnò il castello. Il poderoso edificio fu dimora dei feudatari di Airola fino agli inizi del 1600. Il I duca di Airola, Ferrante Caracciolo, fattosi costruire un nuovo palazzo nella piana di Airola, abbandonò il castello è trasferì definitivamen­te la sua dimora a valle.

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Palazzo Ducale

La costruzione di questo edificio fu iniziata, per volere del duca Ferrante Caracciolo, verso la seconda metà del 1500, lungo la strada che conduce alla chiesa della Annunziata. L'edificio, dopo l'abbandono del castello, divenne la principale residenza della famiglia Caracciolo. Essa vi soggiornò fino alla morte dell'ultimo feudatario, Bartolomeo II da Capua, avvenuta nel 1792. Il palazzo era decorato da dipinti della scuola di Luca Giordano, aveva deliziosi giardi­ni ed anche un teatro ancora oggi utilizzato. Defunto l'ultimo signore di Airola, il palazzo passò alla Regia Corte e fu utilizzato come quartiere della cavalleria borbonica. Nel 1932 lo Stato, divenuto proprietario dell'edificio, adibì la vecchia residenza ducale in riformatorio femminile, per poi trasformarla in casa di rieducazione. In seguito la struttura, divenuta pro­prietà del ministero di grazia e giustizia, è stata trasformata in istituto penale per minorenni. Tante sono le personalità che il palazzo ha ospitato dalla sua edificazione ad oggi: Sant' Alfonso Maria dei Liguori, nel 1893 e nel 1905 Vittorio Emanuele II, il principe Umberto di Savoia nel 1932 ed il Presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, il 3 marzo 1996.

Palazzo Montevergine

Il complesso monastico fu edificato nel 1608 dai monaci Benedettini di Montevergine. Prima della costruzione del nuovo edificio i religiosi, presenti ad Airola sin dal 1363, risiedevano nel monastero di Santa Maria dell' Ariella, ubicato sulla collina di Monte­oliveto. Il monastero, nato per ospitare la comunità dei religiosi, si sviluppa su due ali con al centro una chiesa dedicata a Santa Maria della Misericordia, detta comunemente del Carmine. Ai lati dell'ingresso che immette nel portico della chiesa vi sono due nicchie che ospitano due statue in marmo, datate 1765, raffiguranti San Benedetto da Norcia (fondatore dei Monaci Benedettini) e San Guglielmo da Vercelli (fondatore dei Verginiani). L'ingresso della chiesa è preceduto da un vestibolo ad archi decorato da medaglioni raffiguranti santi dell'ordine monastico. Dal vestibolo si accede alla chiesa che, nel periodo di massimo splendore, era una delle più belle di Airola. La chiesa è a forma rettangolare con tre navate e otto altari laterali. Essa era ricca di stucchi e possie­de tuttora un pregevole altare maggiore. Dopo la soppressione monastica, i Verginiani che vi abitavano furono costretti a lasciare la chiesa e il monastero e si ritirarono nella casa madre nel Monastero di Montevergine. Il 13 marzo del 1820 l'intero palazzo di Montevergine fu ceduto al comune di Airola. Successivamente, a seguito della richiesta degli amministratori dell' A.G.P., la civica amministrazione cedette i locali dell'ex mona­stero per farvi trasferire l'ospedale civile. La chiesa e stata riparata solo in parte dai danni subiti dal sisma del 1980. L'ala sud del monastero oggi ospita la stazione dei carabinieri, mentre nel lato nord hanno sede gli uffici comunali ed una scuola professionale.

© Pro Loco di Airola